16 ott 2026 · selos.ai
L'analisi di bilancio è il lavoro che trasforma i prospetti depositati di un'impresa in un giudizio: se guadagna, se è solida, se genera cassa e in che direzione sta andando. Non è un calcolo, è una lettura in più passaggi, e i numeri servono a rispondere a domande precise.
Si fa sul proprio bilancio, per capire come lo leggeranno banca e fornitori. Ma si fa anche su quello degli altri: un cliente nuovo a cui concedere 90 giorni di pagamento, un fornitore da cui dipende la produzione, un concorrente. Il metodo è lo stesso, e questo articolo lo segue passo per passo su un esempio di tre anni.
Un bilancio singolo è una fotografia; tre bilanci consecutivi sono una tendenza. Quasi tutte le conclusioni utili di un'analisi vengono dal confronto nel tempo: un margine dell'8% non dice molto, un margine che passa dal 10% al 7,5% in due anni dice molto.
Il bilancio delle società di capitali è pubblico. Va approvato dall'assemblea entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio, o entro 180 se lo statuto lo prevede e ricorrono le condizioni dell'articolo 2364 del codice civile, e depositato al Registro delle imprese entro 30 giorni dall'approvazione, secondo l'articolo 2435. Per un esercizio che chiude a dicembre, quindi, il bilancio è di solito consultabile da giugno o luglio dell'anno dopo. Si ottiene dal Registro delle imprese, anche online, a pagamento.
Insieme ai prospetti vanno letti la nota integrativa, che spiega le voci e contiene informazioni che i numeri da soli non danno, come la scadenza dei debiti oltre i cinque anni o le garanzie prestate, e, quando c'è, la relazione sulla gestione. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata, ai sensi dell'articolo 2435-bis, sono esonerate dal rendiconto finanziario e, a determinate condizioni, dalla relazione: per loro l'analisi lavora con meno informazioni ed è ancora più importante ricostruire i flussi.
Gli schemi civilistici degli articoli 2424 e 2425 del codice civile sono pensati per la pubblicazione. Per l'analisi si riordinano.
La riclassificazione è anche il momento in cui emergono le stranezze: un credito verso soci che cresce ogni anno, un fondo rischi che compare all'improvviso, debiti tributari scaduti. Conviene annotarle subito.
Sui prospetti riclassificati si calcolano gli indici, raggruppati in quattro famiglie: redditività (ROE, ROI, ROS), liquidità (current ratio, quick ratio), solidità (margini di struttura, rapporto di indebitamento, posizione finanziaria netta su EBITDA) e durata (giorni di incasso, di pagamento, di magazzino). Formule e un esempio completo sono nell'articolo sugli indici di bilancio; come si calcola la posizione finanziaria netta è spiegato nella guida alla PFN.
Il criterio per scegliere quali guardare è la domanda a cui si deve rispondere. Chi valuta un cliente guarda soprattutto liquidità e indebitamento. Chi valuta un fornitore strategico guarda la solidità e la dipendenza da pochi clienti. Chi analizza la propria impresa guarda prima di tutto i margini e il loro andamento.
Gli indici dicono come stanno le cose a fine anno. I flussi dicono come ci si è arrivati: quanta cassa ha generato la gestione, quanta ne hanno assorbita investimenti e circolante, come è stata coperta la differenza.
Le società che redigono il bilancio in forma ordinaria devono presentare il rendiconto finanziario, secondo l'articolo 2425-ter del codice civile e il principio OIC 10. Per le altre si può ricostruire in forma semplificata confrontando due stati patrimoniali consecutivi: utile più ammortamenti, meno l'aumento di crediti e magazzino, più l'aumento dei debiti verso fornitori, meno gli investimenti, dà un'approssimazione ragionevole della cassa generata e di quanto debito in più è servito.
È spesso il passaggio che cambia il giudizio. Un'impresa con un buon utile e un flusso della gestione negativo per due anni di fila sta crescendo a debito, qualunque cosa dicano gli indici di redditività.
Un'impresa di servizi B2B, valori in migliaia di euro.
2023:
2024:
2025:
A prima vista è una storia di crescita: ricavi più 29% in due anni, sempre in utile, patrimonio netto in aumento perché gli utili restano in azienda. Un'analisi che si fermasse al conto economico la giudicherebbe positivamente.
Le tendenze raccontano altro. Il margine EBITDA scende di due punti e mezzo in due anni: la crescita è stata comprata con prezzi più bassi o con costi cresciuti più dei ricavi, e in valore assoluto l'EBITDA del 2025 è inferiore a quello del 2023 nonostante 1,2 milioni di fatturato in più.
I giorni di incasso passano da 70 a 95. I crediti verso clienti, al netto dell'IVA, salgono da circa 805.000 a circa 1.405.000 euro: 600.000 euro in più. Se i giorni fossero rimasti 70, la sola crescita ne avrebbe assorbiti circa 230.000; gli altri 370.000 sono clienti che pagano più tardi, forse proprio quelli acquisiti con condizioni più generose. È la dinamica descritta nell'articolo sul capitale circolante.
La posizione finanziaria netta sale di 750.000 euro, e la gran parte si spiega con quei crediti. Con un EBITDA in calo, il rapporto tra debito ed EBITDA passa da 1,4 a 3,3: è la soglia oltre la quale molte banche iniziano a chiedere garanzie o a ridurre i fidi.
La sintesi, in tre frasi: l'impresa cresce in fatturato ma non in margine; la crescita è finanziata dalle banche attraverso crediti verso clienti sempre più lenti; il prossimo anno, se le tendenze continuano, il problema non sarà il conto economico ma il rinnovo degli affidamenti. Le domande da fare, al proprio interno o all'impresa analizzata, vengono da qui: perché i margini scendono, quali clienti pagano a 95 giorni e cosa succede se uno di loro non paga.
Partire dagli indici senza leggere la nota integrativa. Un aumento dei debiti può essere un mutuo a dieci anni per un capannone o uno scoperto di conto: lo stesso numero, due situazioni opposte.
Giudicare un anno solo. Ogni conclusione va verificata sulla tendenza; un anno anomalo, per un ordine eccezionale o una svalutazione, distorce tutti gli indici.
Ignorare la qualità dell'utile. Un utile ottenuto con proventi non ricorrenti, come la vendita di un immobile, o con capitalizzazioni di costi, non si ripeterà. Va isolato prima di calcolare la redditività.
Fidarsi delle medie di settore. Il confronto più affidabile è con l'impresa stessa negli anni precedenti, e poi con pochi concorrenti diretti, di dimensione simile, di cui si leggono i bilanci con lo stesso metodo.
L'analisi di bilancio guarda indietro e arriva tardi: i dati del 2025 diventano pubblici a metà 2026. Per la propria impresa, le stesse letture si possono fare ogni mese, se il conto economico riclassificato si aggiorna con la contabilità. È il passaggio dall'analisi al controllo di gestione.
In selos.ai il conto economico si legge in due riclassificazioni, a valore aggiunto e a margine di contribuzione, con lo stesso EBITDA calcolato in tempo reale e, per ogni periodo, l'indicazione se il dato viene dal caricamento del commercialista o dalle fatture: come funziona il controllo di gestione.
Si raccolgono almeno tre bilanci consecutivi con nota integrativa, si riclassificano stato patrimoniale e conto economico, si calcolano gli indici di redditività, liquidità, solidità e durata, si ricostruiscono i flussi di cassa e si leggono tutte le tendenze insieme, fino a una sintesi di poche frasi e a un elenco di domande.
I bilanci delle società di capitali sono depositati al Registro delle imprese e si possono richiedere online, a pagamento, tramite il portale delle Camere di commercio o i distributori autorizzati. Le società di persone e le ditte individuali non depositano il bilancio.
Dipende dalla domanda. Per valutare l'affidabilità di un cliente contano liquidità, indebitamento e giorni di pagamento. Per valutare la salute della propria impresa contano prima di tutto il margine EBITDA e la sua tendenza, la posizione finanziaria netta su EBITDA e il flusso di cassa della gestione.
No. È una lettura del passato, basata su dati che arrivano con mesi di ritardo e che l'impresa sceglie in parte come presentare. Va completata con informazioni più recenti: situazioni contabili infrannuali, andamento degli ordini, comportamento nei pagamenti.
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