25 set 2026 · Genovino
La previsione di cassa a 13 settimane risponde a una domanda più urgente di quella del bilancio: arrivo a fine trimestre, e in quale settimana rischio di non arrivarci. È il documento che si costruisce per primo quando la liquidità diventa stretta, e quello che conviene avere già pronto quando non lo è.
Il rendiconto finanziario spiega dove è finita la cassa l'anno scorso; questa previsione guarda avanti con la stessa logica, ed è la parte del controllo di gestione che si aggiorna ogni settimana invece che ogni mese.
Tredici settimane sono un trimestre. L'orizzonte è scelto per una ragione pratica: è abbastanza lontano da lasciare margine di manovra su un problema (rinegoziare una scadenza, sollecitare un incasso, spostare un acquisto) e abbastanza vicino perché i numeri siano ancora attendibili, perché poggiano su fatture già emesse, contratti già firmati e scadenze già note.
La granularità settimanale conta più dell'orizzonte. Una previsione mensile mostra un mese che chiude positivo e nasconde il fatto che nella terza settimana, tra stipendi e F24, il conto scende sotto zero per sei giorni. La cassa non si gestisce sulle medie: si gestisce sui giorni in cui i soldi devono esserci.
Prima di aprire il file servono quattro flussi di dati, e sono gli stessi quattro in qualunque impresa.
Scadenzario clienti. Fatture emesse non ancora incassate, con la data di scadenza contrattuale. Questa è la parte che richiede onestà: la data da inserire non è quella scritta in fattura, è quella in cui quel cliente paga realmente. Se un cliente ha pagato a 75 giorni le ultime sei volte, nella previsione va a 75, non a 60.
Scadenzario fornitori. Fatture ricevute da pagare, con le rispettive scadenze. Qui invece la data contrattuale va rispettata, perché è quella su cui l'altra parte conta.
Costi ricorrenti. Stipendi e contributi, affitti, canoni, utenze, rate di finanziamento. Sono i più facili da prevedere e i più pesanti in valore assoluto.
Scadenze fiscali. La parte che in Italia determina la forma della curva più di ogni altra, e a cui è dedicata una sezione più avanti.
Quattro fogli, nessuno di più.
Parametri. Data di inizio previsione, saldo di cassa iniziale per ogni conto, giorni medi di incasso effettivi per cliente o per fascia di clienti, soglia minima di cassa sotto la quale scatta un allarme. Tutto ciò che è un'ipotesi sta qui, mai dentro le formule.
Movimenti attesi. Una riga per ogni entrata o uscita prevista, con data, importo, controparte, categoria (incasso cliente, pagamento fornitore, personale, fisco, finanziamento) e uno stato che distingua ciò che è certo da ciò che è stimato. La colonna dello stato è quella che rende la previsione leggibile a un terzo: serve a sapere quanta parte del numero finale poggia su una fattura e quanta su un'ipotesi commerciale.
Previsione. Tredici colonne, una per settimana, costruite interamente con formule che leggono il foglio dei movimenti. La struttura di righe è sempre la stessa:
Consuntivo. La stessa griglia, riempita con quello che è realmente successo. Serve a calcolare lo scostamento settimana per settimana, ed è il foglio che nella maggior parte dei file non esiste. Senza, la previsione non impara mai: si continua a stimare gli incassi con gli stessi giorni sbagliati per due anni.
Saldo di cassa iniziale: 42.000 euro.
Letto per mese, questo trimestre non ha problemi: si parte da 42.000 e si chiude a 28.000, sempre ampiamente positivi. Letto per settimana, si vede dove si concentra la tensione: la seconda settimana perde 17.000 euro per effetto dell'F24, la terza assorbe gli stipendi e regge solo grazie a un incasso da 35.000 euro.
Ed è proprio lì il punto fragile. Se quell'unico incasso da 35.000 slitta di due settimane (un cliente che paga a 75 giorni invece che a 60, cosa che succede continuamente), la terza settimana chiude a 1.000 euro e la quarta a -7.000. Lo stesso trimestre, con la stessa redditività, passa da tranquillo a scoperto per un solo pagamento in ritardo.
Questa è l'informazione per cui esiste la previsione settimanale, e che nessun conto economico può dare.
Le uscite fiscali non sono distribuite: sono concentrate in pochi giorni fissi, e ignorarle rende la previsione inutile.
Il giorno 16. L'art. 18, comma 1, del D.Lgs. 241/1997 stabilisce che i versamenti unitari sono eseguiti entro il giorno sedici del mese di scadenza, e che se il termine cade di sabato o in giorno festivo slitta al primo giorno lavorativo successivo. È lì che si concentrano ritenute sui redditi di lavoro, contributi e IVA periodica: ogni mese, nella settimana che contiene il giorno 16, c'è un gradino nella curva di cassa.
I mesi dei contributi. Il comma 2 dello stesso articolo colloca a febbraio, maggio, agosto e novembre i versamenti delle quote contributive entro il minimale per i titolari di posizione assicurativa presso le gestioni INPS. Per artigiani e commercianti sono quattro uscite ricorrenti che vanno messe a calendario una volta e poi restano.
Dicembre. Al gradino ordinario si somma l'acconto IVA, richiamato dal comma 3 dello stesso art. 18, e le tredicesime. È il mese in cui salta il maggior numero di previsioni costruite sulla media dei mesi precedenti.
Giugno e novembre. Saldo e acconti delle imposte sui redditi seguono i termini delle dichiarazioni annuali, che cambiano con le norme di ciascun anno: vanno verificati sul calendario fiscale dell'anno in corso e inseriti come importi stimati, non dimenticati perché non sono mensili.
Una previsione che contiene solo clienti, fornitori e stipendi descrive un'impresa che non esiste in Italia.
Usare le scadenze contrattuali per gli incassi. È l'errore che da solo spiega la maggior parte delle previsioni sbagliate. La scadenza in fattura è un'ipotesi; il comportamento storico del cliente è un dato. Chi ha uno scadenzario con lo storico dei pagamenti ha già in casa il numero giusto.
Mettere l'IVA nel flusso come se fosse un margine. L'IVA incassata dai clienti transita per la cassa ma non è dell'impresa: entra e poi esce al giorno 16. Trattare quell'entrata come disponibilità porta a decisioni prese con soldi altrui.
Ragionare al netto. Una riga con il solo saldo netto atteso per settimana nasconde esattamente ciò che serve vedere: quanto entra e quanto esce. Entrate e uscite vanno tenute su righe separate.
Non aggiornare. Una previsione a 13 settimane costruita una volta e guardata a marzo è un documento storico. Il valore sta nel rolling: ogni lunedì si chiude la settimana appena passata nel consuntivo, si aggiorna la prima settimana con i dati reali e si aggiunge una nuova tredicesima settimana in fondo.
Il file è la parte semplice. La parte che decide se lo strumento funziona è un appuntamento settimanale di venti minuti in cui una persona confronta previsto e consuntivo e si chiede una sola cosa: dove ho sbagliato la stima, e perché.
Dopo due mesi di questo esercizio i giorni medi di incasso nel foglio parametri smettono di essere un'ipotesi e diventano una misura, e la previsione inizia a sbagliare di poco. È a quel punto che diventa uno strumento su cui prendere decisioni, e non un esercizio.
Excel regge bene questo lavoro finché i dati si inseriscono a mano una volta a settimana. Smette di reggere quando le fonti da riconciliare diventano tre o quattro e il tempo dell'aggiornamento supera il tempo che qualcuno è disposto a dedicargli: è il punto in cui la previsione non viene più aggiornata, che è il solo modo in cui davvero smette di funzionare. In Genovino la previsione di cassa si costruisce direttamente sulle scadenze già presenti in fatture e movimenti bancari: come funziona.
L'utile si forma per competenza: una fattura emessa a dicembre entra nell'utile dell'anno anche se viene incassata a marzo. Il flusso di cassa registra solo i movimenti di denaro effettivi. Un'impresa può essere in utile e senza liquidità, ed è la situazione che la previsione settimanale serve a vedere in anticipo.
Perché su un orizzonte annuale gli incassi sono ipotesi commerciali, non dati. Le 13 settimane poggiano quasi interamente su fatture già emesse, contratti in essere e scadenze fiscali note, e questo le rende abbastanza affidabili da fondarci una decisione. Le due cose convivono: il budget annuale per la direzione, le 13 settimane per la gestione.
Gli stati di avanzamento già concordati, alla data in cui il cliente li approva più i suoi giorni di pagamento reali. Il fatturato non ancora contrattualizzato va in una riga separata e marcata come stimata, così si vede subito quanta parte della previsione dipende da qualcosa che non è ancora firmato.
Una volta a settimana, sempre nello stesso giorno. La previsione a 13 settimane è uno strumento rolling: ogni aggiornamento chiude la settimana trascorsa a consuntivo e ne aggiunge una nuova in coda, mantenendo costante l'orizzonte.
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